Acri-dove si trova-la storia

Acri, la storia e dove si trova.

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Se ti stai chiedendo dove si trova Acri e ti piacerebbe conoscere la sua storia allora devi assolutamente leggere il mio articolo.

Ecco dove si trova Acri: leggi tutta la sua storia.

Acri si trova in Calabria e precisamente nella provincia di Cosenza. Ti darò tutti i riferimenti geografici e le notizie sulle origini della città. Pertanto, se sei un affezionato di carta e penna, prendi la tua vecchia cartina geografica dell’Italia. Se invece sei  supertecnologico e non sai fare a meno di smartphone e tablet apri Google maps e inizia il tuo viaggio. In provincia di Cosenza in una posizione privilegiata nell’entroterra calabro, si trova la città di Acri. Il centro urbano dista 30 km dalle spiagge di Marina di Schiavonea a Corigliano Rossano e 35 Km da Camigliatello Silano nel Parco Sila. Le città vicine più importanti sono Cosenza e Corigliano Rossano. I piccoli borghi che arricchiscono il suo territorio sono Bisignano, Luzzi. Intorno 5 paesi Arbereshe: Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio Corone, San Cosmo Albanese, Vaccarizzo e San Giorgio Albanese.

Il territorio dove si trova Acri e la storia.

La cittadina conta 20.024 abitanti, posta a 720 m. slm, e il suo territorio si estende per oltre 200 km². Sorge in una conca naturale nella Valle del fiume Calamo; la parte più antica della città è Padia. Da qui è possibile osservare le alte cime del Pollino, dominando la valle del Mucone e la valle del Crati.

Il comune comprende 160 località e contrade: agglomerati urbani più o meno piccoli che si perdono a vista tra le montagne della Sila e spaziano l’orizzonte su vedute panoramiche della Piana di Sibari. Tra le località più popolose La Mucone e San Giacomo d’Acri. San Giacomo d’Acri ( 3.500 abitanti) dista circa 15 Km dal centro cittadino sulla strada che collega il centro di Acri con quello di Corigliano Rossano sulla costa Jonica. Tra le località di maggiore altitudine Serra Crista d’Acri posta a 1125 m. slm con folti boschi di castagno, querce e pino, aree pic nic e sentieri panoramici da cui la vista spazia sul Mare Ionio.

 

«Bella è la patria mia coi suoi vigneti, col suo vecchio castello e i suoi torrenti. Limpide son le sue fontane, e i venti sospirano d’amor per gli uliveti. Di monti coronata e di querceti sfidò l’ira dei nembi e dei potenti, culla di forti, impavidi ed ardenti, di Martiri di Santi e di Poeti.»

(Vincenzo Julia)

Ora che hai definito la giusta posizione geografica e capito dove si trova la città di Acri, inizio a raccontarti la sua storia. Facciamo insieme un viaggio nel tempo!

Ti racconto la storia di Acri.

Acri nella preistoria.

Inizio a raccontarti la storia di Acri dal tempo lontano. Le varie civiltà che la popolarono ne apprezzarono sia la posizione che il clima. Essere a media distanza tra lo Jonio e la Sila fecero di Acri una terra di conquista privilegiata. Infatti sin dall’Eneolitico e dal Bronzo, nel territorio era presente un consistente insediamento umano. Sembra che questi “uomini antichi” trovarono dimora nel centro urbano sulle pendici del colle che sorge difronte l’ attuale Basilica di Sant’Angelo d’Acri. Poco più in là nella località di Policaretto a circa 10 Km dal centro.

Pandosia e gli Enotri.

Ma chi erano costoro? Gli autori classici ci raccontano di diverse popolazioni indigene arrivate un pò ovunque in Calabria, e definiti con diversi nomi: Ausoni, Enotri, Choni, Morgeti, Pelasgi. Tra questi particolare ruolo ebbero gli Enotri. Capeggiati da Re Italo, fondarono città in quasi tutta la regione elevando a capitale del regno Pandosia. E allora se questi “uomini antichi” che abitarono i nostri luoghi furono gli Enotri… Acri era Pandosia la capitale del loro regno ? La risposta a questa domanda e ancora avvolta nel mistero e lascia libera la fantasia. Difatti ecco cosa dicono gli storici e gli studiosi a tal proposito.

Gli scritti dello storico e geografo greco Strabone (Amasia, Ponto, 64/63 a.C.-19 d.C. ca) narrano che sopra Cosenza, la città principale dei Bruzi si trovava una fortezza gagliarda…Pandosia. Posta nei pressi di tre gioghi e vicino al fiume Acheronte qui solevano fare residenza i re degli Enotri.

Scritti e archeologia di Acri.

Nel 1882 l’archeolgo F. LENORMANT  si propone di visitare Acri nella certezza di scoprire, accompagnato dal nostro concittadino il prof. R. Capalbo, il luogo dove era ubicata l’antica Pandosia Bruzia.

Negli anni tra il 1957 e 1963, un altro archeologo il prof. A. Maiuri, dopo F. Lenormant, riprese le ricerche archeologiche di Pandosia nel nostro territorio. La certezza di Maiuri, lo portò a pubblicare sul IV volume del Touring Club Italiano, una cartina con l’ubicazione dell’antica Pandosia nell’attuale territorio di Acri. 

Pertanto, dai reperti archeologici che emersero in Acri, dei quali dissero Vincenzo Padula, François Lenormant (1881), Raffaele Capalbo (1924) ed Amedeo Maiuri e dagli scritti di Strabone si lascia pensare che l’ubicazione di Pandosia Enotria era proprio nel nostro territorio.

Recenti scoperte archeologiche.

Nel 1996 fu per fortuito caso scoperto il sito di Colle Dogna. Qui nel 1998 l’Università di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Calabria, da il via alle ricerche archeologiche sul territorio di Acri. I rinvenimenti più antichi sono stati datati all’inizio del Neolitico medio, mentre i più recenti risalgono all’Età del bronzo antico. I reperti hanno dimostrato che l’ insediamento era composto dalla popolazione degli Enotri, soppiantati nel corso del tempo dagli Osco-Umbri, ed infine dai Bruzi.

Per saperne di più su dove si trova Acri e la storia. Per saperne di più sugli scavi e per ammirare i reperti rinvenuti durante la campagna, ti suggerisco di visitare la mostra temporanea allestita nelle sale di Palazzo San Severino Falcone, sede del Museo MACA.

 

reperti archeologici Acri

La Rocca dei Bruzi: il simbolo della città.

Altra importante testimonianza dell’insediamento dei Bruzi è il Castello di Pàdia o Rocca dei Bruzi. L’ipotesi dell’edificazione bruzia sembra del tutto avvalorata dai ritrovamenti archeologici datati dall’Eneolitico all’ età del Bronzo finale, rinvenuti tutt’intorno alla città vecchia di Acri. Il castello era una struttura di avvistamento dell’intero territorio controllato dalla potente Sibari.

Un passo avanti nella storia: Acri nel Medioevo.

Il simbolo araldico della città di Acri è rappresentato da tre monti sormontati da tre stelle, con la dicitura: “Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis, U.A. (Universitas Acrensis)”. Nel Medioevo la città si ergeva su tre colli, circoscritta ai rioni Padìa, Castello e Picitti, sovrastati dall’imponente castello denominato, Rocca dei Bruzi. La struttura aveva forma trapezoidale  con tre torri poste nella parte alta, e una quarta posta più in basso delle mura annesse al ponte levatoio. Le mura difensive cingevano tutto il quartiere Pàdia compresa la chiesa matrice Santa Maria Maggiore. Oggi resta soltanto una delle torri. Al suo interno si trova il meccanismo di un orologio costruito nel ‘700 da specialisti francesi e ancora oggi funzionante. Il meccanismo è composto da tre settori: il primo serve per il funzionamento che, con il pendolo, regola il tempo, il secondo scandisce i quarti d’ora, il terzo scandisce le ore.

Per continuare la scoperta storica della città, dopo aver visitato la mostra archeologica a Palazzo Sanseverino Falcone, ti suggerisco di visitare il Castello di Pàdia. Lo puoi ammirare già dalla piazza della Basilica di Sant’Angelo d’Acri e si raggiunge con facilità in una passeggiata tra i vicoli e le cavarelle del borgo antico. Storia di Acri-Il castello

Acri tra Normanni, Angioni e Aragonesi.

Nel corso dei secoli la città fu occupata dapprima dai Bizantini e dai Saraceni e poi dai Normanni. Sotto Roberto il Guiscardo i nobili casati di Acri ottennero ampi privilegi. La concessione di larghi estensioni di territorio ebbe lo scopo ben preciso di mantenere il controllo e consolidare il potere normanno. Fu Federico II di Svevia che dette al paese la prosperità economica e la pace, fino all’arrivo degli Angioni e degli Aragonesi.

Nicolò Clancioffo e la sua atroce sconfitta.

La città di Acri, rimasta fedele agli Angioni, nella guerra tra Angioni e Aragonesi subì un terribile assedio. Qui era nascosto il viceré Grimaldi. Quando le truppe entrarono in città, perpetrarono nei confronti dei cittadini di Acri terribili violenze. Non risparmiarono nemmeno donne e bambini che trovarono rifugio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore nella parte alta della città. Di conseguenza la chiesa fu arsa e il comandante delle guardie Nicolò Clancioffo fu segato vivo per i lombi, ed il suo corpo diviso in quattro pezzi ed esposto sulle quattro torri del castello. Le conseguenze dei fatti furono la perdita di circa duemila abitanti, lo spopolamento di molti rioni e l’abbandono di molte proprietà che furono vendute come orti.

La chiesa di Santa Maria Maggiore e la Piazzetta Azzinnari ai piedi della scalinata che accompagna l’ingresso sul sagrato, sono i luoghi odierni degli accadimenti che ti ho appena raccontato. La storia è fatta di battaglie, di guerre di violenze e spargimenti di sangue e di accadimenti che si narrano nei secoli e segnano l’essenza di un popolo.

La Judeica di Acri: il ghetto degli ebrei.

Nel 1492 Acri, passa sotto gli Aragonesi e per regio decreto di Ferdinando I vennero espulsi gli ebrei. Infatti sin dall’anno mille un gruppo di ebrei abitavano un ghetto nei pressi del torrente Calamo e con il loro operato contribuivano positivamente allo sviluppo economico della città. Il ghetto si trovava fuori le mura di cinta della fortezza. Il quartiere andato distrutto da una frana si trovava nella parte che ancora oggi viene chiamata Judeica. Conserva il toponimo di “Vullu e di Judii” laddovè sorge la chiesa della Madonna Rinfresco.

La chiesa venne edificata dal parroco Giacomo De Piris nel 1521 a seguito dell’apparizione leggendaria ad un’anziana signora del luogo. Si narra che la donna stanca dal lavoro invocò la Vergine, la quale le apparve e le chiese di scavare un pozzo per benedire quella terra bagnata da troppo sangue umano. Pertanto per vivere l’emozione di questo pezzo di storia ti suggerisco di raggiungere la chiesetta ove al suo interno si può ammirare un pozzo da cui, nel mese di maggio di ogni anno, sgorga dell’acqua.

Chiesa Madonna del Rinfresco

Continua il tuo viaggio nei luoghi dove si trova Acri e scopri la storia e l’origine della città. Ecco un altro accadimento che segnò la sorte e le vite dei nostri concittadini: il brigantaggio

Acri storia di briganti e brigantaggio.

Dopo aver rivelato dove si trova la città geograficamente e narrato la storia più antica siamo arrivati a noi. In realtà i fatti e i luoghi di quel tempo li raccontano i nostri nonni per bocca di bisnonni e trisavoli. Il fenomeno del brigantaggio porta con se leggende e misteri un pò in tutta la Calabria. Allo stesso modo, agli inizi dell’800 in città esplose con violenza e crudeltà inaudita il fenomeno del brigantaggio. Sono di quel periodo episodi e personaggi che lasciarono dolore e leggende. La banda di Jaccapitta feroce e sanguinario brigante, l’atroce morte dei 3 giovanetti figli del barone Civitate e le battaglie di Francatrippa brigante noto per il suo forte astio contro gli invasori.

Acri, gli acresi e il Risorgimento.

Già agli inizi degli anni venti del XIX secolo, Acri ebbe un ruolo significativo nella lotta risorgimentale. Numerosi giovani abbracciarono la causa carbonara e mazziniana a cominciare da Giovan Battista Falcone che partecipò alla spedizione di Sapri (25/28 giugno 1857) ed i fratelli Francesco e Vincenzo Sprovieri, che parteciparono, affianco di Garibaldi, alle guerre di indipendenza e alla spedizione dei Mille.
Per darti visione degli accadimenti storici fino all’unità d’Italia puoi visitare il Museo del Risorgimento “Giovan Battista Falcone”. In tre ampie stanze di Palazzo Sanseverino Falcone è possibile scoprire manoscritti ed effetti personali dell’eroe acrese morto durante la spedizione di Sapri. Inoltre percorrendo l’antica via Padula è possibile ammirare a custodia del borgo di Padià il Monumento a G.B. Falcone Acri . Opera dello scultore Polistenese Giuseppe Scerbo.

monumento G.B. Falcone-Acri

 

Visita Acri e soggiorna nel nostro Bed and Breakfast a conduzione famigliare, ora che sai un po di noi e conosci i nostri luoghi ti sentirai a casa tua.

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Ti stai chiedendo cosa puoi fare e vedere in questa parte nel cuore della Calabria?

Scarica la mia guida dei 10 posti da vedere a meno di 1 ora dal nostro B&B.

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